Come funziona un task... - Fedro Google+

    Scoprilo nell’ultimo romanzo di Chiara Gamberale

    “Per dieci minuti” è il titolo dell’ultimo libro di Chiara Gamberale ed è anche  il nome dell’esercizio che la protagonista del romanzo si vede assegnata dalla sua psicoterapeuta. Ogni giorno per 10 minuti dovrà sperimentare qualcosa che non ha mai fatto prima. Coach in ascolto, notate qualcosa di familiare? “Per 10 minuti” è un bel esempio di task.

    L’attività  su cui cimentarsi, che il coach può suggerire al proprio cliente al termine della sessione. Proprio questo task lo si propone  quando il coachee mostra l’esigenza di ampliare la sua consapevolezza rispetto alle capacità e preferenze. E’ anche efficace in quei percorsi di life coaching, in cui si costruisce una nuova visione di sè stessi e del proprio futuro. Chiara, la protagonista dedica i suoi primi 10 minuti a sè stessa per una manicure con smalto fucsia, può sembrare banale, ma rappresenta l’ingaggio verso la sperimentazione che poi suscita una serie di riflessioni, emozioni ed infine apprendimenti. Sono queste le preziose informazioni che il coach fa emergere dall’esperienza dei task, stimolando il coachee  a riflettere su come esse possano avvicinarlo al suo obiettivo di cambiamento. Per assicurare l’efficacia del task, gli aspetti cruciali sono due. La scelta  e il debrief all’inizio della sessione successiva.

    Ogni coach possiede una sorta di archivio dei task, ma ciò rappresenta solo il punto di partenza. In realtà l’attivazione viene co-creata con il coachee, il quale viene invitato ad arricchirla o modificarla secondo le sue esigenze. La sua partecipazione è fondamentale per assicurare l’impegno alla sperimentazione. L’altro momento delicato è quando ci si ritrova assieme nella sessione successiva e si chiede di raccontarci cosa è accaduto.

    Il coach guida alla condivisione di quelle  scoperte e apprendimenti derivati dall’esperienza. Non ci si limita a verificare se il compito e’ stato svolto o meno, ma si aiuta a divenire più consapevole dei piccoli o grandi cambiamenti che si sono conseguiti. A volte, e’ entusiasmante essere i testimoni dei nuovi atteggiamenti mentali conquistati grazie ad un semplice e apparentemente banale esercizio. “Per 10 minuti” mi ha ricordato una mia coachee, forse la coachee che più di altri  mi è rimasta nel cuore. Il task che avevamo scelto consisteva nel dedicare a se’ stessa almeno 1 ora di tempo a settimana,in cui fare cose che non aveva mai fatto o che aveva voglia di rifare dopo tanto tempo. Anche lei, come Chiara, iniziò regalandosi una seduta di make-up, lei che non usava neanche il gloss!

    Tornata in sessione disse che il task le aveva fatto riscoprire che lei era  “una donna a colori” e che ora  voleva abbandonare definitivamente il bianco e nero. Il cambiamento di “cromia” fu la spinta che la porto’ a inziare a realizzare una sua idea imprenditoriale. E sono convinta che ancora si stia muovendo in technicolor. A volte la potenza di un gloss o meglio di un task !

    Michela Alunni

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