I benefici dei giochi nel coaching - Fedro
    I benefici dei giochi nel coaching

    Tutti giocano: gli animali per addestrarsi alla vita adulta, i ragazzi per esplorare, gli adulti per divertirsi, e forse sarà sorprendente sapere che giocano per socializzare anche le piante!

    Il gioco è un’attività coinvolgente che porta energia ed è una palestra di apprendimento: grazie al potere della metafora e del divertimento, giocare è un’opportunità per sperimentare nuove emozioni e mettere in atto comportamenti autentici.

    I giochi nel coaching sono un approccio e uno strumento utile al coach per arricchire le conversazioni di coaching in molte situazioni: sia in presenza che online, con i singoli o i gruppi.

    Il primo beneficio che ho potuto notare nell’approccio game, per coach e coachee, è proprio nella relazione: l’approccio consente di creare quella fiducia e intimità necessaria ad instaurare la partnership tra professionista e cliente, ed intimità all’interno di group e team.

    Come? Grazie al patto sociale, alle regole del gioco, ad un linguaggio comune, alla leggerezza del clima del setting e alle piccole sfide lanciate che costituiscono la cornice nella quale conoscersi ed esprimersi liberamente, anche tra pari nei contesti di team e group: è ciò che nei game studies si definisce “cerchio magico”.

    In questo cerchio, si manifesta l’ascolto:

    • del professionista verso il coachee;
    • del cliente verso se stesso, il proprio vissuto e le proprie intuizioni;
    • tra i coachee l’un l’altro in un gruppo di lavoro.

    Quando i giochi usati in sessione sono creati appositamente per il coaching, ci sono 2 benefici in più: le metafore consentono di generare consapevolezza e lanciare domande potenti, che per analogia il coachee può applicare alla questione che per lui è importante, e quindi usare le intuizioni evocate con il game nella propria vita reale.

    Questo si attiva in particolar modo quando i tool sono basati su fotografie e illustrazioni, un linguaggio iconico, universale e intuitivo, ma che consente molteplici interpretazioni da parte dei coachee, lasciando la libertà di attribuire significati propri di fronte agli stimoli incontrati.

    Foto e disegni talvolta inaspettati: qui parte la sfida per superare un imprevisto e il divertimento dell’esplorazione (auto-esplorazione nelle sessioni one to one; scoperta delle risorse e della creatività del gruppo nelle sessioni di team).

    Resta compito del coach facilitare il processo affinché questo accada, perciò è importante essere preparati, allenarsi all’approccio game e conoscere gli strumenti.

    Strumenti che si prestano ad essere efficaci sia dal vivo che online: proprio perché i tool gioco per il coaching sono costituiti da immagini (foto o illustrazioni) “bucano lo schermo” e diventano un terreno di gioco comune anche a distanza, lo schermo del pc diventa il “tavolo” dove interagire.

    Non solo: i principali tool gioco per le sessioni di coaching hanno anche una versione cartacea, che si può allestire in presenza con semplicità, e comodità di trasporto, dato che sono costituiti da mazzi di carte.

    Quest’ultimo è un altro beneficio per il lavoro del professionista: lo stesso mazzo di carte è un tool caratterizzato dalla versatilità e si può usare con un regolamento differente (le istruzioni per l’uso) con i singoli coachee o con i gruppi.

    E quando il regolamento include un invito all’azione, ecco che il professionista mette in pratica un’altra delle competenze fondamentali del coach, e i coachee ricevono il beneficio di mettere a terra le consapevolezze emerse durante il gioco per trasformarle in atti concreti, il tutto divertendosi.

    Esistono ben 8 tipi diversi di divertimento, secondo gli studi scientifici sul gioco: quando il coach crea la relazione con il coachee è un fattore che è utile esplorare per una partnership efficace.

    Infine, last but not least, i giochi nel coaching possono essere potentissimi per attivare le risorse interiori dei nostri coachee, che sappiamo essere presenti, ma talvolta nascoste agli occhi del coachee: quando si blocca, quando ci dice “non lo so”, quando un team va in stallo, quando “l’essenziale è invisibile agli occhi”, il pensiero creativo che il gioco accende può essere la lampadina che illumina la sessione.

     

    Autore: CLAUDIA MINOZZI

    Business & Life Coach PCC – ICF. Applica i tools di coaching di Points of You ®: è creator del corso di game design & coaching Fai il tuo gioco. È stata trainer di vari workshop e seminari (ICF Italia; Play Modena; Play Res Università di Modena e Reggio Emilia; Campus Party Milano; casa editrice Tambù, ecc.). Ha collaborato come autrice al magazine del Gamification Lab La Sapienza. Si occupa inoltre di didattica universitaria, formazione al game design e alla gamification con il network Accademix.

    Add comment