Insegnanti in Coaching: Case History - Fedro Google+
    Insegnanti in Coaching

    In che modo il Coaching può essere una risorsa a supporto degli insegnanti nelle Scuole?
    Vi raccontiamo la nostra esperienza nell’Istituto San Leone Magno di Roma.

    In questi anni ci stiamo impegnando nel far conoscere e sperimentare questa metodologia nelle scuole e desideriamo condividere una recente esperienza significativa, che ha coinvolto per alcuni mesi tutto il corpo insegnante dell’Istituto scolastico San Leone Magno di Roma.
    L’intervento è stato progettato a partire da due esigenze: rafforzare lo spirito di collaborazione tra i docenti nei vari indirizzi scolastici e realizzare una strategia condivisa che potesse potenziare le competenze di comunicazione e di coinvolgimento degli insegnanti nei confronti dei loro studenti. Il dirigente scolastico e le presidi dei singoli indirizzi desideravano offrire ai loro colleghi un’esperienza di aggiornamento diversa dalle giornate di formazione su tematiche della didattica. Avendo sperimentato in prima persona l’efficacia della metodologia hanno voluto creare un percorso in cui gli insegnanti fossero i protagonisti sia nell’individuare un obiettivo di cambiamento condiviso e sia nell’elaborare e mettere in atto la strategia per realizzarlo.

    Coaching di Gruppo

    Partendo da questi presupposti abbiamo accompagnato i docenti in un percorso di Coaching di gruppo.

    Si è iniziato con lo stimolare consapevolezza rispetto alle competenze oggetto dell’intervento. Ciascun insegnante ha risposto a un questionario di autovalutazione sulla sua capacità di ascolto, di comunicazione in aula e di motivare e coinvolgere i ragazzi. I risultati sono stati condivisi come punto di partenza dal quale, a ciascuno dei 3 gruppi (uno per ogni indirizzo, primaria- medie-liceo) è stato chiesto di individuare un obiettivo di miglioramento sul quale impegnarsi insieme. Ha preso così le mosse il percorso di coaching che si è svolto in 5 incontri per un totale di 20 ore di attività.
    Il confronto e il lavoro nei singoli gruppi è stato supportato dai coach che offrivano domande, feedback e contributi per stimolare non solo il pensiero creativo ma anche nuove consapevolezze sulle dinamiche di collaborazione e interazione in atto. Inoltre, i coach avevano anche il compito di accompagnare gli insegnanti all’interno delle fasi che compongono la metodologia coaching.
    Il Coaching è essenzialmente un percorso in cui si alternano momenti di analisi e confronto a momenti di sperimentazione diretta. Le fasi di confronto servono per suscitare nuove consapevolezze e nuovi punti di vista che aprono creatività per costruire nuove strategie comportamentali e mentali funzionali ai risultati attesi. Ad essi seguono momenti di sperimentazione delle nuove strategie nella realtà quotidiana professionale.
    L’esperienza di Coaching in gruppo è stata organizzata in 5 fasi che riproducevano il percorso che caratterizza ogni esperienza di coaching.

    Le fasi del Coaching

    1) Definire l’obiettivo di miglioramento comune, così che fosse concreto, rilevante e sotto il loro pieno controllo. Aspetto, quest’ultimo, determinante per ciascun cambiamento atteso.

    Attuare una strategia di osservazione e confronto costante sui ragazzi che tendono ad esporsi di meno in classe, così da favorirne la maggiore inclusione e il livello di autostima. Individuare una strategia comune di conduzione d’aula che coinvolga in modo diretto i ragazzi durante la lezione e nel loro apprendimento. Elaborare una strategia di lavoro di squadra basata sull’ascolto reciproco e sulla gestione efficace delle riunioni tra insegnanti. Questi gli obiettivi scelti rispettivamente dai 3 gruppi di docenti. Sono obiettivi diversi. Frutto del confronto tra i docenti, della loro identità di gruppo e del contesto in cui operano. Un beneficio del coaching è proprio quello di focalizzare l’attenzione su ciò che è rilevante per il gruppo rispetto al suo livello di efficacia, oltre a innescarne il senso di responsabilità. L’obiettivo non è dato, ma è scelto da loro, sono loro ad assumersi la responsabilità di perseguirlo.

    2) Individuato l’obiettivo, i coach hanno facilitato la creazione di una strategia ad esso funzionale.

    Quali sono le risorse (soprattutto in termini di capacità, esperienze) su cui potevano contare? Quali impedimenti stavano incontrando? Di cosa avevano bisogno per superarli? Quali erano gli aspetti a cui dare importanza? Grazie alla condivisione dei contributi individuali e al confronto, ciascun gruppo ha elaborato i passi fondamentali della nuova strategia.

    3) Arrivati a questo punto ci si è mossi verso l’applicazione diretta dei singoli passi.

    Sperimentazione che si svolgeva al di fuori degli incontri di coaching, nella quotidianità scolastica. Ciascun docente e assieme ai colleghi dell’indirizzo, metteva in atto quanto avevano concordato.

    4) Monitoraggio progressi e risultati.

    A volte la messa in pratica di quanto progettato è stata in linea con le aspettative ed a volte no. L’andamento veniva condiviso negli incontri di coaching da parte di ciascun gruppo, cosicché tutto il corpo insegnante era informato e coinvolto su come stavamo procedendo i colleghi. In questa fase il ruolo dei coach era quello di sostenere la motivazione e di trarre nuovi apprendimenti da quanto avevano sperimentato per poi tradurli in perfezionamenti della strategia. Questa fase del processo di coaching è molto preziosa in quanto crea le condizioni per l’apprendimento continuo. I risultati che si ottengono anche se non soddisfacenti sono l’opportunità per imparare, soprattutto per apprendere come cambiare. Inoltre, essere seguiti dai coach nell’implementazione ha il vantaggio di mantenersi  focalizzati sull’obiettivo.

    5) La fase conclusiva del percorso si è svolta con l’elaborazione del piano d’azione necessario per completare il raggiungimento dell’obiettivo.

    Gli insegnanti hanno anche condiviso i nuovi comportamenti attuati, i valori che li guidano ed i passi successivi che intendevano applicare per la piena realizzazione dell’obiettivo assegnatosi.

    Conclusioni

    I riscontri raccolti da questo intervento sono stati molto positivi, in particolare i punti di forza percepiti sono stati: aver avuto uno spazio in cui dedicarsi al lavoro e al confronto di gruppo, aver acquisito nuove consapevolezze e spunti di riflessione, infine aver appreso un metodo di lavoro per obiettivi.

    Questa esperienza è stata per noi molto coinvolgente e motivante. Ci ha dato energia e carica per proseguire nel nostro progetto. Voglio ringraziare i miei colleghi coach e compagni di viaggio, Lina Morello e Maurizio Viziano, per la loro professionalità e disponibilità che hanno contribuito a creare il clima indispensabile per queste attività. Un grande ringraziamento va al Direttore Generale dell’Istituto San Leone Magno, Fratel Roberto Moraglia ed alle Presidi Rosmary Viesi  e Alessandra Spagna per la fiducia che ci hanno nuovamente accordato ed infine a tutti gli insegnanti che hanno partecipato a questo progetto mostrando passione per il loro lavoro, voglia di mettersi in gioco ed apertura al cambiamento.

    Michela Alunni

    Director School of Coaching & Mentoring Fedro

    Coach PCC-ICF

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